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Arte e natura dove non ti aspetti

Recarmi a Parma almeno una volta al mese è tra i propositi di questo 2020. Ieri l'occasione me l'ha donata la visita all'APE Parma Museo - Amedeo Bocchi e Renato Vernizzi, nella sede della ex Banca d'Italia, posta nella cool via Farini, per la mostra Ond’evitar tegole in testa!


Un titolo che mi aveva colpita da subito per la sua finalità di ripercorre la nascita e lo sviluppo delle assicurazioni a partire dalle origini che, con mia grande sorpresa, risalgono addirittura al XIV secolo. Documenti originali di mercanti, libri e manoscritti nelle teche fanno eco a una ricca collezione di manifesti che, da fine '800 , giungono ai ruggenti anni '70 del '900.


Il corpus del materiale espositivo arriva dalla Fondazione Mansutti di Milano ed è stata una scoperta veramente piacevole. So già che vi starete chiedendo quale nesso possa avere la tematica di questa mostra con la sfera "agricola" di questo post...


Ora vi accontento... ma lasciatemi prima dire altro...

Lo sapevate che le antesignane polizze furono redatte per volontà di mercanti del Medioevo e del Rinascimento per scongiurare i rischi legati alla propria attività? Pensate alle variabili connesse con il commercio via mare, per esempio. Prima ancora che la propria abitazione o la propria persona, si sentì la necessità di assicurare il proprio lavoro.


E tra le varie attività lavorative, non poteva mancare l'agricoltura, estesa anche al campo dell'allevamento. Uno spaccato sociale iconografico di rara bellezza, portato in auge nel mondo pubblicitario di una volta, quello del manifesto, da autori del calibro dei triestini Marcello Dudovich e Leopoldo Metlicovitz e del parmigiano Erberto Carboni, autore dei celebri slogan Con Barilla è sempre domenica ed... È sempre l'ora dei Pavesini.

E' quest'ultimo che firma alcune opere delle quali vi riporto le immagini:


Appena mi sono trovata di fronte al primo manifesto ho subito associato alla figura di questo "vaccaro" a piedi scalzi, quella di un Don Chisciotte, teso alla difesa del proprio bestiame... argomento quanto mai attuale nelle valli del Taro e del Ceno, vista la presenza di animali quali cinghiali e lupi. Dai toni caldi ed estivi, l'immagine che pubblicizza la medesima Compagnia Assicurativa "La Cremonese" contro i danni della grandine: un vasto campo di grano dorato, carri colmi di fieno appena tagliato e contadini con la falce in mano.


Ma i covoni, così amati da tanti artisti, primo fra tutti, Claude Monet, potevano andare incontro, con l'arsura della stagione estiva, anche a incendi... Ecco quindi che le Assicurazioni Generali affidano all'abile mano di Dudovich la rappresentazione di una prosperosa donna italiana con tanto di foulard, che tiene tra le mani lunghe spighe di grano.



Non è un caso la palette cromatica delle vesti delle contadine: bianco e rosso, che ritroviamo anche in altri manifesti, tra i quali quello della "Polizza Rurale", firmato da un altro grande cartellonista: il faentino Adolfo Busi, uomo di punta delle Officine Grafiche Ricordi, che sfodera tutto "il sociale possibile e immaginabile" in questa raffigurazione di un gaudente seminatore che con ampio gesto è intento a seminare e che conduce immediatamente alla relazione seme-primavera-fecondità e famiglia, che fa per l'appunto capolino alle sue spalle.

La mostra termina il prossimo 15 gennaio e vi invito caldamente a visitarla; se non la dovessero prorogare, quale migliore occasione di recarvi a Parma il prossimo weekend, durante il quale avverrà il taglio del nastro delle manifestazioni Parma2020 - capitale della Cultura?!






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