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Al via l'orto a cassoni!

Sono giorni convulsi per tutti. Spero, tra qualche tempo, di rileggere questo post e poter tirare un respiro di sollievo per tutto ciò che sta accadendo in Italia e nel mondo...

Ma non voglio utilizzare questo spazio per parlare della nostra triste attualità, nè delle ansie che stiamo vivendo. Voglio parlarvi dei piccoli passi in avanti fatti in queste settimane. In primis ho seguito un corso professionale sulle erbe officinali che mi ha portato a Verona per tre giorni... Ma di questo parlerò approfonditamente in altri post.


Oggi voglio incominciare a racconatarvi questo: all'Università, il mio corso di Scienze dei Beni Archelogici e Storico-Artistici mi diede l'opportunità di personalizzare il mio piano di studi. E tra le materie che mi hanno più entusiasmata ci fu "Storia dei giardini", tenuto dalla docente Dott.ssa Luisa Erba. Lo ammetto, fu un 30 cum laude!


Mi appassionò veramente... tanto che, anni dopo, quando avviai la mia libera professione di guida turistica abilitata, mi specializzai proprio nell'architettura vegetale... D'altronde, la mia città d'origine, Varese è soprannominata "la città-giardino" per il suo ricco patrimonio di parchi e polmoni verdi.


Tra le varie tipologie di giardino, dall'hortus conclusus all'italiana, al giardino barocco alla francese, fino al parco romantico all'inglese, molte letture e approfondimenti furono dedicati al giardino claustrale e alle coltivazioni dei "semplici".


L'impianto progettuale del mio orto " a cassoni" non poteva non prendere spunto dalla simbologia dello spazio interno al chiostro...


Eccoci quindi a inziare con carta millimetrata, gomma e matita. Ho steso alcuni progetti grafici, fino ad arrivare a una quadripartizione di aiuole raised beds che mi ha finalmente soddisfatta; invece di un elemento ricollegabile all'acqua (pozzo o fontana), ho scelto di posizionare, al centro, un altro cassone, di perfetta forma quadrata.


Nelle settimane precedenti non è stato facile trovare le assi giuste. Dopo tanto cercare le ho recuperate da un caseificio dismesso del parmense. Perfette, belle impregnate di grasso di Pamigiano Reggiano, un impregnante naturale. Già, perchè il mio credo sarà la permacultura d'ora in poi e perseguire il biologico e il rispetto del ciclo naturale in toto.


Dopo esserci divertiti a creare un quadrato con farina (scaduta! E quindi perfetta da riciclare), grazie all'aiuto anche di mio cognato Davide, oggi abbiamo montanto i mitici cassoni. Mi piacciono già un sacco! Non vedo l'ora di pulirli e inziare il riempimento "a lasagna".... e anche di questo, vi parlerò in altri post! Buona serata a voi!




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