• La storicAgricola

Proprio io che non prediligo l'utilizzo dell'aglio in cucina, mi sono innamorata di quest'erba spontanea, tanto facile da individuare nei nostri boschi o prati in zone magari più umide ed ombrose (vi ricordo che vivo a pochi metri dal letto del fiume Ceno, in Appennino Emiliano!): sto parlando dell'Alliaria Petiolata, già utilizzata come pianta medicinale ai tempi dei Greci e dei Romani! E c'è un perché: il sapore, decisamente meno aggressivo dell'aglio c'è, ma non rimane in bocca!


La prima volta che ho colto quest'erba, dopo averla avvistata nella zona del frutteto, è stato per il giorno di Pasqua. La difficoltà in questo periodo nel fare la spesa e la necessità di "tirare la cinghia", unitamente alla volontà di dedicarmi al tanto in voga foraging mi hanno incoraggiata a cogliere - rigorosamente in loco, senza strappare la pianta, ma selezionandone solo alcune foglie - questo meraviglioso dono di Madre Natura.



I vari manuali che sto alternando nella lettura notturna per sopperire all'insonnia da Covid-19 mi aiutano a stenderne un breve "identikit":


Il nome del genere deriva dal latino aliarius, venditore di aglio, per il fatto che "stroppicciando" con le mani le sue foglie si percepisce immediatamente questo aroma. L'aggettivo petiolàta, dal latino petìolus è riferito alle foglie basali fornite di lunghi piccioli.

E' una pianta biennale, della famiglia delle Brassicacee, caratterizzata da un fusto erbaceo piuttosto glabro che supera tranquillamente i 50 cm di altezza e arriva anche al metro. Le foglie sono caratterizzate da una bella lamina lucida, di una palette di verde intenso, con forma che oscilla tra il triangolare e il cuoriforme dai margini dentellati con apice appuntito. I fiori, qui in Valceno sono già presenti sin da Aprile (complice le temperature abbastanza miti di quest'anno) e si protrarranno per un paio di mesi. Questi sono di piccole dimensioni e di colore bianco, a 4 petali; numerosi e amati dalla api (motivo per cui li ho lasciati sulla pianta) mentre alla base dell’asse fiorifero si vedono le silique (frutti allungati contenenti semi).


Il momento della fioritura è perfetto perché corrisponde al "picco" del suo potere balsamico, durante il quale "contiene glucosidi solforati (sinagrina e altri), un olio essenziale a base di isosulfocianato di allile, carotenoidi, l’enzima mirosìna, vitamina C, pectine, ecc., che le conferiscono proprietà topicovulnerarie e cicatrizzanti per uso esterno; infatti si usa sotto forma di cataplasma per curare geloni e piaghe; il succo fresco e l’infuso agiscono beneficamente sulle gengive infiammate. La pianta fresca ha comprovata attività stimolante sulla secrezione gastroenterica, è spasmolitica, diuretica, sudorifera, vulneraria, antisettica, antiputrida, antiscorbutica e vermifuga". [cit. I quaderni del Parco Volume 9 "Le piante selvatiche commestibili. Con note sulle loro proprietà medicinali e ricette di cucina].


Io non li ho ancora usati, ma leggo che i semi, un po' piccantelli, possono essere utilizzati in cucina come succedaneo della senape bianca. Ma sono sicuramente le foglie e le cime fiorite ad essere maggiormente utilizzate, soprattutto in sostituzione dell'aglio, non da tutti digerito! Ancora oggi in Francia la si abbina con carni insaccate e la si utilizza per guarnire sandwich di formaggio; leggo persino che talvolta si mescola il becchime ad alcune foglie e si somministra il tutto quale sano pasto a galline ovaiole, al fine di produrre uova dall’aroma agliato! Magari sperimenterò con la mia Sandra!


Non voglio scopiazzare ricette e suggerimenti che potreste trovare on line sulla produzione di gnocchi alle erbe, a base di alliaria, ortica e silene, ma portarvi due esempi di come ho sfruttato e gustato, "assolutamente da neofita post corso dedicato alle erbe", questa preziosa e gustosa pianta...

Vi dicevo che la prima volta è stata a Pasqua. Complice l'accensione di un barbecue, ho fatto tostare sulla griglia del pane a Stefano, mentre io ho realizzato una semplicissima crema, frullando foglie di alliaria ed erba cipollina, un pizzico di sale e qualche goccia di olio extra vergine d'oliva. Una bruschetta semplice ma decisamente gustosa e leggera!




La seconda volta è stata qualche giorno fa. Visto che ci stiamo concedendo veramente poca carne, non potevo preparare il mio ragù... Ecco allora che mi sono inventata un bel pesto con il quale condire le lasagne; un bel trito di foglie, olio extravergine di oliva Parmigiano Reggiano di Montagna 100% bardigiano e qualche pinolo. Il tutto nel mixer e che bontà! In aggiunta zucchine e ovviamente besciamella...





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Sono giorni convulsi per tutti. Spero, tra qualche tempo, di rileggere questo post e poter tirare un respiro di sollievo per tutto ciò che sta accadendo in Italia e nel mondo...

Ma non voglio utilizzare questo spazio per parlare della nostra triste attualità, nè delle ansie che stiamo vivendo. Voglio parlarvi dei piccoli passi in avanti fatti in queste settimane. In primis ho seguito un corso professionale sulle erbe officinali che mi ha portato a Verona per tre giorni... Ma di questo parlerò approfonditamente in altri post.


Oggi voglio incominciare a racconatarvi questo: all'Università, il mio corso di Scienze dei Beni Archelogici e Storico-Artistici mi diede l'opportunità di personalizzare il mio piano di studi. E tra le materie che mi hanno più entusiasmata ci fu "Storia dei giardini", tenuto dalla docente Dott.ssa Luisa Erba. Lo ammetto, fu un 30 cum laude!


Mi appassionò veramente... tanto che, anni dopo, quando avviai la mia libera professione di guida turistica abilitata, mi specializzai proprio nell'architettura vegetale... D'altronde, la mia città d'origine, Varese è soprannominata "la città-giardino" per il suo ricco patrimonio di parchi e polmoni verdi.


Tra le varie tipologie di giardino, dall'hortus conclusus all'italiana, al giardino barocco alla francese, fino al parco romantico all'inglese, molte letture e approfondimenti furono dedicati al giardino claustrale e alle coltivazioni dei "semplici".


L'impianto progettuale del mio orto " a cassoni" non poteva non prendere spunto dalla simbologia dello spazio interno al chiostro...


Eccoci quindi a inziare con carta millimetrata, gomma e matita. Ho steso alcuni progetti grafici, fino ad arrivare a una quadripartizione di aiuole raised beds che mi ha finalmente soddisfatta; invece di un elemento ricollegabile all'acqua (pozzo o fontana), ho scelto di posizionare, al centro, un altro cassone, di perfetta forma quadrata.


Nelle settimane precedenti non è stato facile trovare le assi giuste. Dopo tanto cercare le ho recuperate da un caseificio dismesso del parmense. Perfette, belle impregnate di grasso di Pamigiano Reggiano, un impregnante naturale. Già, perchè il mio credo sarà la permacultura d'ora in poi e perseguire il biologico e il rispetto del ciclo naturale in toto.


Dopo esserci divertiti a creare un quadrato con farina (scaduta! E quindi perfetta da riciclare), grazie all'aiuto anche di mio cognato Davide, oggi abbiamo montanto i mitici cassoni. Mi piacciono già un sacco! Non vedo l'ora di pulirli e inziare il riempimento "a lasagna".... e anche di questo, vi parlerò in altri post! Buona serata a voi!




Ho 41 anni e non ho mai smesso di studiare! Di questo ne vado veramente fiera. Sono orgogliosa di quella parte di "Chiara" che ha sempre "sete" di sapere... IMPARANDO.

Sì, perché un conto è fare proprie alcune conoscenze semplicemente (che è comunque pregevole) per sentito dire, ascoltando e "assorbendo" da terzi, in occasione di piacevoli dialoghi o scambi di opinione... E un conto è decidere di tornare sui banchi di scuola, con libri e dispense in mano.


Ecco, io ho optato per questa seconda strada e mi sono "regalata", proprio in occasione del mio 41imo compleanno, un corso professionale, promosso da Albrigi in Herba, che mi ha portato in provincia di Verona per un intero weekend a fine Febbraio.


Di seguito l'organizzazione delle lezioni, in 2 moduli, dedicate alla COLTIVAZIONE, PRODUZIONE E TECNICHE DI ESTRAZIONE DELLE PIANTE OFFICINALI



Giorno 01


(9.30.00-13.00)


  • Accoglienza e registrazione dei partecipanti

  • Aspetti agronomici generali delle piante officinali ed aromatiche

  • Propagazione, coltivazione e raccolta di specie officinali nell’ambiente temperato

Pranzo

(14.30-17.30)

  • Trasformazione e prodotti finiti nell’azienda agricola multifunzionale

  • Opportunità e problematiche del settore


Giorno 02

(9.30-12.30)

  • Il mercato delle piante officinali: panoramica nazionale ed internazionale

  • Business plan di una piccola-media azienda agricola multifunzionale

Pranzo

(14.00-17.00)

  • Organizzazione di una piccola impresa di produzione di piante officinali

  • Aspetti normativi legati alla produzione e trasformazione aziendale delle piante officinali


DOCENTE

Andrea Primavera – Agronomo esperto di piante officinali e Presidente della FIPPO (Federazione Italiana Produttori di Piante Officinali)


Giorno 03


(9.30.00-13.00)

  • Importanza della qualità: qualità della materia prima, del prodotto finito e standardizzazione

  • Processi pre-essiccazione: pulitura/lavaggio; separazione e classificazione

  • Essiccazione e processi post-essiccazione: l’importanza e lo scopo dell’essiccazione; tempi, temperature e tipi di essiccazione; taglio o macinazione; classificazione delle polveri

Pranzo

(14.30-17.30)

  • Tecniche estrattive: macerazione, percolazione e distillazione in corrente di vapore

  • Dimostrazione pratica di distillazione in corrente di vapore


DOCENTE

Marco Valussi – Direttore scientifico progetto oli essenziali Gadoi



E' stata una bellissima esperienza; ho avuto modo di entrare in contatto con numerosi allievi di differente età, provenienza geografica e formativa: istruttori di yoga desiderosi di creare da sé infusi e tisane per i propri corsisti, farmaciste che aspirano a diventare erboriste e aprire una sezione a parte dedicata unicamente alle officinali, imprenditori agricoli che dalla produzione dell'olio vogliono espandere il proprio business, apicoltori alla ricerca di un ulteriore utilizzo di piante mellifere, disoccupati alla ricerca di un originale e vincente progetto lavorativo... e poi c'ero io!


Con le mie mille domande, il braccio sempre alzato, i fogli, gli appunti, i dubbi e il mio sogno di creare i miei orti rialzati, le mie verdure, le mie erbe, infusi, saponette e bizzarrie naturali da associare alla mia attività di bed & and breakfast il pozzo e la macina, che da alcuni mesi è anche ufficialmente Azienda Agricola!

L'attestato ora ce l'ho!

Unitamente a centinaia di slides e dispense...

Ora dovrò continuare lo studio... e la pratica! Vedremo cosa ne sortirà!

Volere è potere... Impara l'arte e mettila da parte!



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